Imagine all the people…

Friday, 29 March 2013

E’ un mondo strano…

Filed under: pensieri, coerenza, minipost, sociale — lcoianiz @ 8:51 pm

…quello per cui un’arma è una cosa normale, venduta in negozio come una scatola di biscotti, mentre l’amore fra due persone, non importa il loro sesso, non lo è.

    E’ un mondo strano, quello in cui si possono uccidere decine di migliaia di persone senza fare una piega, mentre ci si indigna di fronte a due persone che, per il fatto che si amano, si vogliono sposare.
    Per quanto riguarda il mondo gay, io non lo sono ma il mio pensiero lo vorrei riassumere in una battuta (e mi scuso in anticipo con le omosessuali femmine, ma l’equivalente femminile non ne usciva altrettanto bene): “saranno pure cazzi loro, no?
    Se chi legge non è credente gli dico: “vuoi rispetto per te stesso? ed allora inizia tu a rispettare gli altri, tutti gli altri, senza guardare cosa tengono nelle mutande“.
    Se chi legge è credente gli dico: “Dio non ha detto ‘rispetta il prossimo tuo, ma non farlo se è gay‘ perchè la Sua lezione è sempre stata d’amore, senza condizioni“.

    E’ un mondo strano…

Friday, 15 February 2013

Sanremo 2013

Filed under: minipost, sociale, network, Italia — lcoianiz @ 7:37 pm

    Fabio Fazio, un grande. Luciana Litizzetto, una grandissima… è stata forse l’unica volta in cui m’è dispiaciuto di non aver la TV.
    Per fortuna c’è la rete, con lo streaming, e me li sono visti grazie al sito di Rep.it: m’è piaciuto quando Fabio è “sceso in campo” a difendere Crozza, contestato nella prima parte della sua performance, quando Luciana ha dato quel forte messaggio, contro la violenza sulle donne, per S. Valentino: un pò di realtà e di etica, finalmente, praticamente mai visti a Sanremo, sempre e solo votata alla canzone ed al gossip.
    Per fortuna, in Italia, c’è anche gente così, son contento.

Thursday, 14 February 2013

Elezioni 2013… io dove sono?

Filed under: coerenza, Europa, politica, Italia — lcoianiz @ 7:34 pm

Qui

Tuesday, 29 January 2013

Smettiamola di credere alle favole

Filed under: politica, povera Italia, Italia — lcoianiz @ 2:06 pm

    Noi italiani siamo noti “fantasisti” ma la cosa che ci contraddistingue più di ogni altro popolo al mondo è di riuscire a credere all’incredibile: guardiamo un film lacrimevole e crediamo che la protagonista stia davvero soffrendo, poverina, guardiamo un anziano signore che racconta una battuta e crediamo che quel signore sia davvero un pò tocco e che la battuta, soprattutto se di cattivo gusto, sia involontaria.

    Noi italiani non crediamo nei registi, non crediamo nei copioni e nell’organizzazione professionale, precisa e puntuale delle cose, che poi è quella che fa vincere le sfide. Non crediamo nemmeno all’evidenza, a quanto pare.
    Forse dovremmo davvero guardare di più il “backstage”, dove si vede l’attrice che fino ad un attimo prima era in fin di vita, sorridere tranquilla. Dovremmo capire che, dietro a certe “battute” c’è una macchina professionale che organizza ogni minuto di una giornata, il potere dei soldi permette tutto questo: si spendono miliardi di euro per creare un film ben fatto, con tutti, ma proprio tutti i dettagli al posto giusto, con scene provate e riprovate fino ad ottenere l’optimum, con copioni scritti e limati fino a rappresentare la punta di diamante che strapperà l’Oscar e riempirà le sale dei cinema. Ogni euro investito in un film che voglia essere un colossal ne frutterà decine, per questo si investe, per questo si spende, prima, avendo una visione chiara e precisa di dove si vuol arrivare. Questa è professionalità.

    Lo stesso ragionamento può esser adottato in tutte le situazioni dove una professionalità è richiesta: ognuno di noi dovrebbe pensare in tal senso, al raggiungimento di un obbiettivo spendendo tutto sè stesso, tutto il possibile perchè quest’obbiettivo venga raggiunto, se è riconosciuto come valido. C’è chi lo fa, chi è abituato a farlo… per esempio: credete davvero che, con un’organizzazione poderosa come il PdL, Mediaset e l’intero impero finanziario di cui è capo, una persona come Silvio Berlusconi possa “trovarsi per caso”, 40 minuti prima dell’orario, e soprattutto non invitato, alla Fondazione Memoriale della Shoah proprio il giorno in cui era prevista l’inaugurazione, nel “giorno della memoria”, proprio seduto al posto di Lupi (casualmente del PdL) il quale ha fatto sapere, dopo aver confermato la propria presenza, di “non poter intervenire per sopravvenuti impegni“… ehhhh…
    Il presidente della Fondazione, Roberto Jarach, che aveva limitato appositamente l’intervento di politici “per evitare che l’evento si trasformasse in una passerella pre-elettorale” considera la cosa, con aplomb tipicamente inglese, come “un atto poco educato”. Io mi sentirei di andare oltre, anche se questo inevitabilmente comporta una certa caduta di stile… perchè son convinto che noi siamo italiani, non anglosassoni, e dello stile quasi sempre ce ne freghiamo, lo deridiamo, noi siamo gente pane-e-formaggio e se la verità non ci viene spiegata per bene lasciamo sempre la porta aperta alla possibilità. Possibilità che Berlusconi si possa sentire come “uno della strada” e possa davvero “girare liberamente” come faremmo io e voi… dai… su… seriamente: non scherziamo.
    Questa persona, che siede in cima ad un gigantesco impero mediatico, ha mediamente un centinaio e più di persone che lo “curano”: gli organizzano le giornate, gli scrivono i discorsi, le battute, le “sviste”… son talmente abili (e ricordo che Berlusconi è uno di loro: uomo di spettacolo) che son riusciti a far credere ad almeno 40 milioni di persone, che non son pochi quanto a creduloni, che un attore possa recitare una battuta non prevista dal copione… ma davvero ci credete? vi piace così tanto credere alle favole? scrivere letterine a Babbo Natale?.. ora… certe cose vengono “abbandonate” dopo una certa età, in genere sotto i dieci anni: devo davvero pensare che oltre il 50% degli italiani sia costituito da una massa di minorenni? (ci sarebbe un’altra parola, molto simile. per descriverli… ma la caduta di stile diverrebbe inarrestabile: preferisco fermarmi qui)

Friday, 26 October 2012

Solo chiacchiere e distintivo…

Filed under: post storici, anatemi, politica, Italia — lcoianiz @ 6:57 pm

Al Silvio Capone “…sei solo chiacchiere e distintivo” se ne usciva, nel film “gli intoccabili“, un altro boss mafioso, al termine del processo che lo trovava colpevole di evasione fiscale, nei confronti degli investigatori che l’avevano “incastrato”.
  Ebbene, anche se solo in primo grado, un altro “boss” è stato oggi condannato a quattro anni di reclusione, oltre al pagamento di 10 milioni di euro (su 270 milioni che ha frodato!!!), per “frode fiscale su irregolarità nella compravendita dei diritti tv“, dopo ben 10 anni di processo, certo non aiutato da leggi e leggine ad personam, (il)legittimo impedimento e quant’altro l’imputato, ora riconosciuto per il criminale che è, ha saputo mettere in campo. end of the story, start of the justice   Non voglio, qui, infierire con ulteriori commenti nè cadute di stile, mi basta poter tornare a respirare, dopo un “ventennio” che ci ha portati quasi oltre l’orlo del baratro, all’insegna di vere e proprie prese per i fondelli (”i ristoranti sono pieni”, ecc.).
  Mi basta pensare di non aver più quella spada di Damocle, di non potermi ritrovare questo individuo, com’era stato ventilato, quale Presidente della Repubblica, grazie al fatto che alla condanna è unita l’interdizione ai pubblici uffici per cinque anni.
  Ora sento che ce la possiamo di nuovo fare, che l’Italia non è senza speranza!
  Vai… Silvio Pellico Berlusconi… hai un libro da scrivere, ora: “le mie prigioni”.

Silvio Pellico Berlusconi

Saturday, 17 December 2011

Inutili bizantinismi

Filed under: coerenza, Europa, politica, Italia — lcoianiz @ 5:30 pm

  Leggo oggi, su Repubblica.it, un pezzo relativo al recupero dei soldi evasi relativi alla legge sullo scudo fiscale: “L’applicazione dell’imposta straordinaria - si legge nel dossier dei tecnici - potrebbe non trovare applicazione sul complesso dei capitali già emersi”. Ciò potrebbe verificarsi “nel caso in cui il contribuente scudato ha investito i capitali emersi in altre attività finanziarie, o ha spostato la sua posizione presso un altro intermediario. In quest’ultimo caso - prosegue il dossier - in cui il vecchio intermediario non ha la provvista e il nuovo non ha la dichiarazione riservata (dei capitali regolarizzati) non appare chiaro quale debba essere il sostituto di imposta“.

  Tutto questo, personalmente, mi pare un’inutile bizantinismo e spiego il motivo: poniamo che Tizio abbia capitali all’estero, capitali che è giusto spiegare NON provengono da attività esercitate all’estero ma illegalmente esportati e, se fossero rimasti in Italia, sarebbero soggetti ad una tassa che va dal 40% al 50%. Questo ci porta a dire, senza tema di sbagliare, che Tizio è un evasore fiscale, chiaro come il sole: in definitiva ha rubato e le sue tasse ce le siamo dovuti pagare noi, giusto per inquadrare correttamente i termini dell’equazione.

  Ora Tizio, grazie alla legge sullo scudo fiscale (quella che permette il rientro dei capitali semplicemente pagando il 5% in luogo del 40-50%), fa rientrare i suddetti capitali che, presumibilmente, non sono poche migliaia di euro ma qualche decina o centinaia di milioni a voler stare su cifre basse.
  Vi spiego cosa succede, nel sistema bancario, se il tutto avviene in modo “non monitorato”: supponiamo che Tizio normalmente, guadagni attorno ai duecentomila euro/anno (continuo a parlare di cifre basse), questo significa che, sui suoi conti bancari, ci sono movimenti periodici che ammontano a tale cifra. Esistono delle procedure automatiche, gestite dall’Ufficio delle Entrate (il fisco), che esaminano statisticamente questi movimenti. Questo per rilevare i “movimenti anomali” e segnalare potenziali azioni di riciclaggio di denaro sporco: quando un flusso di denaro si scosta significativamente dai valori usuali (ad es. un impiegato che prende 1.500 euro/mese di stipendio di colpo fa un versamento di 20.000 euro) scattano delle “sicurezze” ed avviene una “segnalazione di potenziale riciclaggio“. Fra l’altro, per la legge, chi accetta il versamento (cassiere della banca) è obbligato a chiedere la provenienza delle somme, giudicate anomale se al di sopra del “limite di tracciabilità” (5.000 euro ad oggi) e chi versa deve fornire una motivazione, fosse anche una palese scusa, e firmarla.
  Analoga motivazione va fornita anche se il trasferimento avviene completamente per via elettronica (EFT: Electronic Fund Transfer). Sia chiaro che la banca che accetta i soldi, se la motivazione non è convincente (ad es. un versamento, documentato, ai fini di effettuare un acquisto, oppure un’eredità o altro) è parimenti obbligata ad inviare una segnazione di “sospetto antiriciclaggio” all’Agenzia delle Entrate. Obbligata, non è una situazione in cui la banca si può esimere: ci sono penali che ammontano anche al 40% dei fondi ricevuti, in caso la segnalazione non venisse effettuata ed, in seguito, si scoprisse l’attività di riciclaggio.

  Quindi, tornando a noi, Tizio deve dichiarare la provenienza dei fondi. Ovviamente, avendo alle spalle la legge relativa allo scudo fiscale, dichiara l’operazione come “scudata“: questo fa rientrare il suo nome in una whitelist che viene passata alle procedure automatiche di rilevamento (DIANA, per gli addetti ai lavori) che, al momento del verificarsi della “anomalia statistica”, la fanno passare in modo del tutto trasparente al sistema, senza dare luogo ad alcuna segnalazione (come se ci fosse una “ragione valida ed esaustiva” per intenderci).

  Questo cosa significa però? è presto detto: nella whitelist di cui sopra abbiamo nome e cognome di ogni “scudato”. Incrociando poi i dati bancari (per legge ci dev’essere almeno un decennio di storico, anche se a noi occorrono pochi mesi) possiamo rilevare senza alcun problema l’entità del movimento stesso (entità, guarda caso, sulla quale il Governo fa delle statistiche piuttosto precise).
Quindi ora, avendo nome, cognome ed entità del furto perpetrato ai danni di tutti i cittadini, come si fa a “non essere in grado” di esigere il pagamento di una tassa (tutta o in parte)?
Davvero credete che, se l’Agenzia delle Entrate dovesse esigere da me tot soldi per “tasse non pagate” mi sarebbe concesso di pagarne di meno “perchè ho reinvestito i capitali in questo & quello”? io ritengo che qualcuno verrebbe da me e, nel caso, mi pignorerebbe immobili, mi bloccherebbe il conto corrente, requisirebbe i miei soldi “fino all’ammontare della tassa evasa”, non pare anche a voi?
  Potrei fuggire all’estero, ovviamente (e magari, se l’ammontare della cifra fosse rilevante, mi converrebbe anche farlo), ma credo che verrebbe emesso un mandato di cattura internazionale (è così che arrestano i boss mafiosi fuori dal Paese) ed in ogni caso dovrei considerare perduti i miei capitali presenti sul suolo nazionale. In definitiva non son certo che mi converrebbe, passando poi per criminale (esistono accordi di estradizione con quasi tutti i paesi del mondo).

  Giusto per completare il panorama, faccio presente che altri Stati come Francia, Germania ed Inghilterra, sono riusciti a recuperare quote parti variabili fra il 22-25% (Germania) ed il 50% (Inghilterra) delle cifre evase. Ma non solo: grazie ad accordi con la Svizzera, son riusciti a tassare i famosi “conti cifrati” di residenti francesi, tedeschi ed inglesi direttamente laddove i capitali si nascondevano.

  Stiamo parlando di decine e decine di miliardi di euro… in questo momento di grande bisogno, vi pare sensato che si colpiscano ancora una volta i redditi dei lavoratori dipendenti, che sono lì, belli e chiari, alla luce del sole e senza alcuna possibilità di esportazione illegale, piuttosto che fare qualche sforzo (avendo poi in mano i famosi nomi, cognomi ed importi) per recuperare cifre che, da sole, sistemerebbero altro che i problemi attuali, perfino quelli futuri. Cifre che, peraltro, ci sono dovute e che, in mancanza delle stesse, il resto degli italiani è stato obbligato a pagare più tasse. Di fatto proteggiamo dei criminali (l’evasione fiscale è un crimine) e penalizziamo i cittadini onesti… se è giustizia ed equità questa…

  Io, che da sempre sono un sostenitore di Monti e del suo operato dai tempi in cui operava in UE, che speravo vivamente che gli fosse chiesto di dirigere l’Italia non solo fuori dalla crisi ma verso un nuovo periodo di prosperità, voglio dar fiducia al Governo tecnico attuale perchè credo che, nonostante tutto, riuscirà a traghettarci fuori dalle secche in cui siamo impantanati (grazie, è il caso di dirlo, al Governo Berlusconi). Certe cose non si attuano in pochi giorni ed è già un miracolo aver evitato il default, dato che l’entourage del Cavaliere brindava a caviale e champagne e ballava sul Titanic mentre questo era fatalmente diretto all’incontro con l’iceberg (ci siamo già dimenticati dei bunga bunga?). D’altro canto, a loro, cosa interessava? al “momento buono” si sarebbero tutti ritirati ad Antigua, lasciando noi sulla nave che affonda.
  Adesso invece, con Monti, la correzione di rotta è stata fatta ed, anche se siamo comunque in mezzo ad un fitto banco di iceberg ancora pericolosi, con una persona così al timone ce la possiamo fare… vediamo quindi se, col tempo, troverà il modo di tassare correttamente chi i capitali li ha, invece di chi spreme il portafogli sempre più esausto per fare in modo che il Titanic possa avanzare ancora di qualche miglio senza affondare.

Friday, 2 December 2011

Servizio pubblico

Filed under: coerenza, Europa, minipost, politica — lcoianiz @ 2:17 am

  Ho appena finito di guardare Servizio Pubblico ed aggiungo un paio di note di buonumore, che ogni tanto ci vuole: Cofferati (che è tornato!!!) parla, a buon titolo, di “unire meglio l’Europa” (ed era ora eh!) ovvero di completare l’Unione Europea portando anche la politica a questo livello in modo che non sia unicamente un’unione monetaria ed economica.
  L’altro elemento di buonumore riguarda quell’inqualificabile individuo di Brunetta, “la parte peggiore del Paese” (cit.): vedo che, se da un lato pare aver passato l’ultimo ventennio all’opposizione, da come parla, dal governo nel quale è stato ha comunque imparato la “tecnica Ghedini“: interrompere l’avversario mentre parla (per lui non ci sono “interlocutori” ma solo “avversari”) ed il ripetere ab nauseam le solite quattro cazzate inutili ed inconcludenti. Il buonumore deriva dal fatto che, se fino ad ora ha potuto fingere di “dire la sua” in un governo inqualificabile quanto lui, adesso ci ha fatto davvero la figura del somaro quale egli è (e dopo questo voglio proprio vedere che si dimostri il mio torto in quest’affermazione).
  Ah si… è riuscito anche a dare del guitto a Santoro… ma senza dirglielo però eh… (tristezza infinita).
  Mi rimane solo un dubbio: ma non si doveva parlare, nella puntata, di “salvare l’euro”?

Thursday, 17 November 2011

La parola ed il suo valore

Filed under: post storici, pensieri, coerenza, Europa, politica, sociale, Italia — lcoianiz @ 5:37 am

  Ho visto il video del giuramento di Mario Monti e dei “suoi” ministri. Ora… tutto questo, dopo tanti anni di berlusconismo, tette e culi in TV, potrebbe anche avere un valore puramente scenico, mentre invece… perchè non accordare a questo atto il significato e la dignità che merita? Forse che siamo oramai troppo guastati dal potere mediatico e pensiamo che “tanto tutto è show“?.. che, in ogni caso, ed in ogni contingenza, e spesso anche contro ogni logica (l’abbiamo visto in questi giorni) “the show must go on“?

  Ebbene no: io penso, e mi piacerebbe fosse davvero così (e credo lo sia), che se una quindicina di persone di una certa età, persone con una storia alle spalle, gente che ha lavorato, ha studiato, s’è confrontata, gente che è venuta lì per “fare qualcosa”, se queste persone pronunciano una “formula”, ebbene, questa non dovrebbe essere una formula vuota: “giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione“. Queste parole significano qualcosa, significano molto, e c’è un patto esplicito che s’instaura fra chi le dice e chi le ascolta… “giuro”, non è cosa che si possa dire a cuor leggero, non davanti ad altri, non quando non si sta scherzando: è un impegno, un grande impegno. Auguro a tutti loro, anche per il nostro bene, ma soprattutto per il loro, di riuscire in quello che devono fare: un giuramento non è cosa da pronunziare alla leggera.

  Mentre li ascoltavo, assieme all’emozione, che non era certamente solo loro, m’è venuto in mente: ma anni fa… anche Berlusconi ed i suoi ministri hanno giurato, nello stesso modo, magari davanti ad un altro Presidente della Repubblica, ma hanno detto le stesse parole (il cerimoniale)… e non sarà forse proprio perchè questo giuramento, alla prova evidente dei fatti, è stato tradito, che gli italiani, senza guardare (o guardando poco) allo schieramento, ce l’hanno con lui?.. perchè lui non ha “solo” fatto i suoi interessi, no, un comportamento simile sarebbe riprovevole, magari, e di certo già contrario al giuramento (”…di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione“). Ma non si è fermato lì… e potremmo dire che intere generazioni di “politici”, dopo aver giurato, si son fatte i propri interessi, tanti o pochi che fossero… non s’è fermato lì, no… ha proprio dovuto andare contro i nostri: ha giurato, ha violato il giuramento, ED ha pervertito tutto il sistema contro i nostri interessi, in modo tale da far perfino sembrare legittimi i suoi (ancora oggi c’è chi lo pensa e, nelle sue logiche, indubbiamente il suo interesse era legittimo).

  Passato il tempo, passato il pensiero, ieri era ieri, oggi è oggi, non rimaniamo ancorati al passato, pur senza perderne l’insegnamento: auguro quindi, a loro ma a tutti noi, che la parola torni finalmente e dopo tanto tempo ad avere un valore, che una persona che dica “giuro”, che stringa una mano, torni ad esser creduta (e credibile) “perchè ha giurato (o ha stretto la mano)“. D’accordo l’emergenza del momento, ma questa cosa, questo valore, è un qualcosa che ci servirà anche una volta passato il momento del bisogno immediato, è qualcosa che dovremo chiedere, ai nostri politici, se vogliono davvero dimostrare di non essere la “classe politica” che ha creato ed esasperato fino quasi (e speriamo sia un quasi) all’estrema conseguenza, questa situazione di grande rischio, “la casta”.

  Quando Monti avrà terminato il suo lavoro, assieme ai suoi collaboratori, probabilmente vorrà farsi da parte, come farebbe chiunque abbia portato a termine ciò che si era prefissato di fare. Ed allora si tornerà ad una situazione più “tradizionale”, con i politici “di sempre”. Quel che voglio dire è che noi non li vogliamo, non vogliamo che siano “di sempre” o “come sempre”, non vogliamo che si possa ragionevolmente dire “ma tanto, una volta che arrivano lì, poi diventano tutti uguali”, non vogliamo, no.

  Vogliamo persone che, quando pronunceranno il giuramento, e lo dovranno fare ovviamente, credano davvero dicendo “giuro”, credano davvero dicendo “…di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione“, credano!.. perchè non lasceremo per altri vent’anni, e nemmeno per dieci o per cinque, persone che non credono che, quando dicono “giuro”, si stanno davvero impegnando sia verso sè stesse sia verso tutti noi.
  Vogliamo persone che, dopo aver giurato, si sentano libere di poterci chiedere sacrifici, perchè sono gli stessi sacrifici che stanno compiendo loro. Non si dovranno, mai, sentire come chi ci chiedeva sacrifici, pasteggiando a caviale e champagne, e strusciandosi fra tette e culi di “letterine” o “veline”… no: saranno Ministri della Repubblica, gente che possiamo chiamare “onorevole”.

  Le parole hanno un significato: se le svuoti di significato, è vero che le puoi addomesticare e far fare loro i giochini più assurdi (cit. “è la nipote di Mubarak“). Ma è anche vero che perdi, nello stesso momento, tutto il vero potere delle parole stesse: laddove dire “giuro” non ha più significato di “pirla”, la gente (non solo da noi) darà ai tuoi giuramenti il peso che meritano: da “pirla”.
  E chi prima e chi, dolorosamente, dopo, alla fine si capisce cosa significa aver mentito ad un’intera Nazione, prima di tutto, ad un’intera Europa, ed in ultima analisi, a buona parte del Mondo.

  Vorrei quindi poter dire che la parola ha un valore, perchè pronunciata da una persona (per-sona: colui che produce suoni, che parla), che questa persona ha una dignità, prima di dover dimostrare qualcosa agli altri, la dignità verso sè stessa, che questa dignità è informata da un’etica, che non è vero che l’etica s’è persa.

Sunday, 13 November 2011

FORSE NON AVETE CAPITO!

Filed under: post storici, coerenza, Europa, politica, Italia — lcoianiz @ 7:32 pm

  Leggo, da AdnKronos, i commenti degli ex magnaccia, papponi, arraffoni e puttanieri (che, peraltro, lo sono tuttora): Angelino Alfano a In Mezz’ora “Il mio dispiacere è per una sinistra che non cambia mai, io oggi lo dico con la massima sincerità: avrei gradito qualche dichiarazione del Pd in cui si dice che non ha vinto le elezioni e che si va al governo per una condizione di emergenza, ma non c’è nulla da festeggiare perché la crisi è ancora in campo“, Ignazio La Russasorpreso e indignatotrova “comprensibile per chi è di sinistra, per i vetero marxisti e per i tanti giovani che hanno creduto nell’antiberlusconismo festeggiare. Anche noi abbiamo festeggiato a suo tempo la caduta del governo Prodi. Ma mi sono sorpreso e un po’ indignato che si vada ad insultare Silvio Berlusconi sotto la sua casa o davanti alla casa del presidente della Repubblica mentre arrivava Berlusconi. Questo noi non l’abbiamo mai fatto in anni di peggior scontro politico. E’ stato -aggiunge La Russa- un brutto modo di festeggiare, un modo incivile che non appartiene al dna dell’Italia ma della sinistra” (ma forse dimentica le fette di mortadella lanciate in Parlamento), ed ovviamente Silvio Berlusconi ha “espresso tutta la sua amarezza per i tripudi di piazza alla notizia delle sue dimissioni“.

  D’accordo… ma

FORSE NON AVETE CAPITO!


  I “tripudi” in piazza non erano da parte di un “popolo di vincitori” sullo sconfitto, no… era il (giustissimo) sollievo popolare per essersi tolti un piede dal collo, piede che opprimeva e premeva da 17 anni. Era il tripudio degli sconfitti sul vincitore di sempre, su colui che, mettendolo in quel posto a tutta una Nazione, si è sempre fatto gli affari suoi, mai ha pensato a noi ma sempre e solo a sè stesso, un aggiornamento di Pinochet in versione mediterranea, con tutta la spocchia e la supponenza che l’ha portato ad offendere noi e tutti i nostri alleati europei, facendoci fare la figura dei somari, cosa che peraltro non siamo (noi), e facendoci retrocedere di decenni rispetto al resto del mondo (basta guardarsi un pò di statistiche).

  Ora i suoi servi, i suoi leccaculi si dicono “sorpresi ed indignati”… ma io, noi, diciamo a loro

MA ANDATE A CAGARE!!!

  Adesso il Paese ha una possibilità, possibilità che voi ci avete sempre negato, per i vostri sporchi interessi. Monti è la guida che, speriamolo tutti, riporterà l’Italia ad un livello “consono” per poter stare, da pari, nella cerchia dei propri alleati, di quelli che hanno piegato la schiena, lavorando, e ci stanno dando una mano. Non è possibile… non è anche solo vagamente ammissibile, che loro tirino la carretta per noi, e noi si stia a cassetta, in mezzo a ballerine e bunga bunga. Loro non hanno la minima intenzione di farlo, nè peraltro noi di chiederglielo: una scintilla di onore, noi, l’abbiamo ancora.

  Ed ai magnaccia, papponi ed arraffoni dico: nulla verrà dimenticato, non credete. Vi conviene scappare lontano, infilarvi nel buchi dai quali usciste… fatelo ora.

Finisce un’era…

Filed under: post storici, coerenza, politica, Italia — lcoianiz @ 3:45 am

ALLELUJA

Bye bye Berlusconi…

…meno male che te ne vai!!! (a must to see)

 

 

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