Imagine all the people…

Friday, 28 November 2003

I figli

Filed under: post storici, pensieri — lcoianiz @ 12:46 pm

  I vostri figli non sono figli vostri.
  Sono i figli e le figlie della brama, che la Vita ha di se stessa.
  Essi vengono attraverso voi ma non da voi e sebbene siano con voi, non vi appartengono.
  Potete donare il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
  Poichè hanno pensieri loro propri.
  Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, giacchè le loro anime albergano nella casa di domani, che voi non potete visitare neppure in sogno.
  Potete tentare di essere come loro, ma non di renderli come voi siete.

Tuesday, 11 November 2003

Perchè lo si dice in inglese?

Filed under: post storici, pensieri — lcoianiz @ 8:00 pm

Questa sera, tornando a casa in macchina, riflettevo sulle “frasi della new economy“…

…tutta quella massa di cazzate che da qualche anno i media si sono messi a propinarci, condite di parole che paiono “altisonanti” solo perchè dette in inglese (ma, spesso, in “ottimo” slang).

Premetto che io non sono contro l’utilizzo della lingua inglese… purchè la cosa avvenga in modo appropriato e non, semplicemente, per prendere per i fondelli la gente: in ambito tecnico (il mio), ma non solo, s’è sempre usato un gergo farcito di termini “inglesi” (in realtà, dato che la tecnologia veniva dagli USA, il gergo era più “americano” che altro: forse ora, per gli stessi motivi, dovremmo parlare cinese). ;-)
Questo però avveniva “per farsi capire più velocemente e meglio”: una volta che tutti (i componenti di un gruppo) usano lo stesso gergo, fosse anche il runico antico, le comunicazioni avvengono meglio ed in modo più preciso e puntuale.

Se fate caso, lo slang “new economy style” viene invece utilizzato “per far colpo sugli ignoranti” (giacchè gli altri, udendolo, ridono delle fanfaronate che queste frasi riportano), per impedire la corretta comprensione del messaggio, per rendere il tutto “un pò più arcano” (come il linguaggio dei dotti frati, il latino, durante i secoli bui, usato per far colpo sulle masse)… in una parola, per “intortare“.

Se certe cose venissero infatti dette nella lingua nazionale farebbero effettivamente molto ridere: certe “professioni” attuali sembrano inventate in un circo equestre… certi “gradi” in un teatrino di cabaret:

- Humans Resources Manager for Professional High School: bidello per istituto tecnico (sono richieste specifiche competenze di Corridor Controlling e Bathroom Bonification).
- Keys & Door Manager: portiere.
- Car Layout Advisor: posteggiatore.
- Workforce Integration Manager: guardiano dei lavoratori.

Ora… gli esempi qui sopra non sono effettivamente reali ma… sono poi così diversi da “Training Team Leader” (istruttore), “Sales Department Representative” (rappresentante commerciale) o “Large Systems Technical Support” (supporto tecnico grandi sistemi)?

Chissà com’è, ma quando sento parlare “inglese” in questi termini da parte di un italiano, per nessun motivo particolare (non sta facendo alcun discorso in inglese, intendo)… beh… mi si drizzano le orecchie ed il pensiero va ad “incu**ta in arrivo: occhio!“. ;-)))
Non tento di capire, anche perchè… non c’è proprio nulla da capire.

Saturday, 8 November 2003

Il tempo mi darà ragione…

Filed under: post storici, anatemi — lcoianiz @ 6:30 pm

Questo è l’”anatema” che a volte uso lanciare… soprattutto quando mi sembra di “avere le idee piuttosto chiare” a differenza dei miei interlocutori.

E’ anche vero che non è una frase da utilizzare così, a cuor leggero.
E allora come facciamo?.. Non puoi lanciare l’anatema e, quando la cosa accade ed è sotto gli occhi di tutti, tirarne fuori la seconda parte (eh già: l’anatema è composto di due parti, una iniziale e l’altra finale, da dire quando l’evento si verifica): in questi casi la gente, quelli di prima, gli “increduli”, appunto non ti credono… “troppo facile dirlo ora”… ma come ?!??.. ma io l’ho detto prima… N giorni/mesi/anni fa.

Quindi questo Blog può essere (molto) utile anche in questo caso: come “memoria storica” da rileggere quando “…l’avevo detto io”. ;-)
Inoltre c’è lo spazio per i commenti, dove potete scrivere tutto quello che ne pensate voi dei miei sproloqui, così, a tempo debito… ;-)))

~§~

(aggiunta in seguito al commento di MGH del 21-10-2003 12:50:05)
Mi sono accorto, dal commento di MGH, di aver tralasciato un paio di particolari molto importanti ai fini di una “corretta spiegazione” del mio pensiero e modo di agire: in questo post ho descritto solo il cosa e non il quando o il come.

Rileggendo pare infatti che certe cose io le consideri “così a priori” mentre è necessario chiarire, oltre ogni ragionevole dubbio, che il ragionamento “a priori” non fa parte del mio modo di pensare: per prima viene sempre la condivisione della mia “visione del momento” e solo dopo vengono selezionate le opzioni:

1. ho “ragione” io: la mia idea viene condivisa, integralmente o in parte, e siamo tutti d’accordo.

2. non ho ragione io: la mia controparte mi convince della validità della sua idea ed io, normalmente, l’adotto (dopo la necessaria “riconversione mentale”: non sempre facile).

3. non ha ragione nessuno: non sono convinto della validità dell’idea dell’altro ma nemmeno in grado di dimostrare la validità delle mie per cui ognuno, alla fine, si tiene le sue. Personalmente la considero “una piccola sconfitta per l’umanità”… ma non ci perdo il sonno: è così che funzionano le cose, in regime di democrazia, e la ritengo comunque una “vittoria della comunità” per quanto riguarda il metodo (le due cose non sono in conflitto: la “sconfitta” è sulla riuscita dell’accordo/condivisione, mentre la “vittoria” è sul metodo utilizzato nella “transazione”).

4. come il caso 3 ma su argomenti che mi stanno molto più a cuore: non mi rassegno allo zero-a-zero e, non potendo (nè volendo) imporre il mio punto di vista… lancio l’anatema! ;-)))))

~§~

(ulteriore aggiunta, in seguito a meditazione sull’argomento: in fin dei conti i blog servono a questo, no? ;-))

Il fatto di riportare qui gli “anatemi” serve, come dicevo, anche da memoria storica sui vari fatti: questo, se da un lato è utile nel momento in cui l’anatema diventa effettivo (ed ho quindi “ragione io” a posteriori), non posso negare che mi espone anche in prima persona, dato che le opinioni espresse, oggetto di anatema, sono pubbliche (e, per questo, verificabili).
E’ ovvio che, in quest’epoca digitale, tutto è “modificabile” (non sto forse editando, per la terza volta, questo post?) però se mi nascondessi dietro una “modifica” per aver (comunque) ragione io… beh… non credete che se ne andrebbe tutta la parte istruttiva della “memoria storica”?

Non ha senso rendere il blog “write only” (le modifiche al “motore” andrebbero sicuramente al dilà delle nostre intenzioni) come non ha senso masterizzare tutto quanto su CD-ROM (quindi non modificabile): ha senso unicamente “comportarsi correttamente” ed accettare “vittorie” e “sconfitte”.
Perchè metto i due termini tra virgolette?.. E’ presto detto: è mia opinione che, se le cose vengono fatte con correttezza, non esista mai veramente una vittoria o una sconfitta ma solo “lezioni da imparare” (o “imparate”). Per questo è un piacere, per me, (e vi pregherei di crederlo) anche quando una mia “profezia” si rivela sbagliata: posso (e voglio) apprendere dal mio errore di valutazione molto di più di quanto apprenderei considerando la cosa “una cavolata per cui ognuno si può tenere il proprio parere”.
E’ questo il vero valore delle discussioni (e di un blog pubblico): mettere sul piatto la propria opinione in modo tale da fornire un diverso punto di vista agli altri… oppure recepire il loro, nel momento in cui si rivelassero nel giusto.

~§~

(nota: visto che il blog originale è “defunto”, riporto sotto i commenti come se fossero parte del post. N.d.LC 20080728)

No, penso che una frase come quella non sia MAI da usare. Non sul lavoro, dove se fai capire di essere + intelligente degli altri ti crei solo antipatie. Non a casa, perche’ per una moglie non puo’ essere neanche concepito che un marito abbia ragione su qualcosa. Fai invece ragionare gli altri e portali alle conclusioni che tu avevi gia’ raggiunto, e saranno contenti perche’ gli hai insegnato qualcosa.
Posted by: mgh at 21.10.03 12:50

~§~

In effetti c’è una cosa che non ho scritto, nel mio post principale (ora aggiornato): ho scritto solo cosa e non quando.

L’anatema viene solitamente “lanciato” (ma di solito, borbottato a bassa voce ;)) solo in seguito ad una (più o meno lunga) discussione/dibattito in cui si tenta uno scambio di opinioni: è questa la cosa importante (non certo far vedere “quanto sono intelligente” ;-)).
Se la cosa riesce è tutto ok, ma se invece rimangono delle “pendenze” può capitare che io scelga di “lanciare l’anatema” (di solito quando sono piuttosto sicuro della mia idea/sensazione).

Come dicevo, non occorre lanciare il proprio barbarico YOOOP! dall’alto dei tetti (cit. “L’attimo fuggente”): “il tempo mi darà ragione” può essere detto, sibilato, mormorato… o anche solo pensato: l’effetto è lo stesso. ;)
Posted by: lcoianiz at 21.10.03 13:30

Tuesday, 4 November 2003

Soffrire su un crocefisso…

Filed under: post storici, pensieri — lcoianiz @ 9:05 pm

…o soffrire per un crocefisso?

Le mie riflessioni sul “caso del crocefisso a scuola”, scoppiato recentemente sui media nazionali in seguito al pronunciarsi di un giudice italiano.

Il rispetto ci vuole da entrambe le parti: da chi viene, inizialmente “ospite” in Italia ma poi cittadino a tutti gli effetti, ma anche da chi già vi risiede: la religione cristiana non è più, e da un bel pò, religione “di Stato” (dal 1948… o 1960, se preferite: http://www.cesnur.org/testi/maselli.htm).

Il rispetto ci obbliga quindi (moralmente) a scegliere tra due alternative: appendere tutti i simboli di tutte le religioni presenti, onde non far torto a nessuno, un pò impraticabile dato che sono parecchie, oppure togliere i simboli di quell’unica “privilegiata”… personalmente opterei per la seconda: in fin dei conti
1) se si parla di “simbolo culturale” allora dobbiamo davvero istituire l’ora di religioni, con insegnanti di confessioni diverse, che cambiano di volta in volta ed illustrano gli aspetti culturali delle diverse religioni (e quindi, correttamente, non fanno catechismo in aula).
2) se si parla di “simbolo religioso” mi pare che il luogo corretto non sia la scuola ma piuttosto la chiesa: lì nessuno viene a contestare la presenza di un crocifisso e/o pretendere di accompagnarlo a simboli “non leciti” all’interno di una chiesa cristiana ma magari “più che leciti” in una moschea o in altro templio.

Da un punto di vista prettamente culturale, potremmo dire “tanto rumore per nulla”: non si vuol certo sconfessare la chiesa cattolica, chiuderne i siti di culto (che per molti versi sono anche “di cultura”) o professare l’ateismo di Stato.

Personalmente mi pare che, oltre a coloro che hanno volutamente cavalcato l’onda della xenofobia, ci sia in giro molta paura: mi baso sul fatto che un popolo sicuro della sua cultura e delle sua fede religiosa non dovrebbe temere “il nuovo” o vedere altre fedi (ed idee) come un’invasione.
Certo… non è sempre facile convivere con persone che pensano e “sentono” in modo diverso dal proprio, ma preferirei vedere una ricchezza in questa diversità, piuttosto che un attacco al proprio modo di vedere e pensare.
In fin dei conti quelli che, storicamente, “rompono le scatole” sono proprio i Testimoni di Geova… e non mi sembrano nè musulmani nè buddisti (ovviamente la “frecciata” è scherzosa: personalmente, anche se non li seguo, li rispetto in egual misura degli altri).

Uno dei problemi maggiori che mi viene in mente, soprattutto per il futuro prossimo, è che la paura genera rifiuto (e spesso violenza), il rifiuto genera risentimento, il risentimento odio… il tutto in una spirale discendente in cui, alla fine, è molto difficile, pur volendolo, individuare il bandolo della matassa, così da poterla dipanare: guardate cosa succede in medio-oriente, in Israele/Palestina… e non mi venite a raccontare che lì il problema è religioso eh.
In quella sfortunata zona del mondo, che ha visto la nascita di millenarie culture, esiste un “punto di frizione” delle paure locali ma, soprattutto, internazionali: non mi verrete a dire che israeliani e palestinesi sono così ricchi da potersi sparare e bombardare per tutti questi anni eh? (c.ca dagli anni ‘50)
“Qualcuno” (più d’uno ovviamente), dotato di un cospiquo portafoglio, usa quella zona del mondo per “risolvere” problemi che hanno origine altrove: problemi politici, o legati alle risorse non-rinnovabili (devo proprio dirlo? il petrolio! controllando il medio-oriente si controlla il petrolio!), problemi legati al modo di pensare e di organizzarsi delle persone (in questo caso la fede, vista come “entità organizzante”, c’entra sicuramente).

Anche se, lasciato così, pare un discorso un pò “inconcludente”, non lo vorrei estendere oltre, giusto per non farlo diventare “il discorso della Vita dell’Universo e di Tutto Quanto“: non è quello il mio scopo.
Vorrei invece che tutto ciò servisse a farvi riflettere, come ha fatto riflettere me prima di scriverlo e durante la stesura, sui punti sollevati che riassumerò in:
- rispetto/tolleranza
- multietnicità
- paura

Concludo con una massima, “purtroppo” mia, anche se so che non è bello citarsi, ogni tanto però mi viene in mente questo:

Un sorriso: costa così poco e rende così tanto… (LC)

Sunday, 2 November 2003

Giudicate voi…

Filed under: post storici, coerenza — lcoianiz @ 3:39 pm

Certe cose vanno dette… anche perchè la scusa del “ma poi ognuno le capisce da se” è solo un misero dito dietro il quale nascondersi per non volersi esporre in prima persona…

Caso A
- Moderiamo i toni, soprattutto da parte della sinistra che fa un sacco di casino. (buona parte dei capigruppo della destra)
- Addosso a Violante per quel che ha scritto su Andreotti!!! (”C’è chi usa la giustizia come arma” accusa il presidente del Senato, Pera)

Caso B
- La magistratura è “brigatista” e l’uso che fa della legge è politico! (Bondi)
- Finalmente quasi tutti i brigatisti sono stati assicurati alla Giustizia. (I. La Russa)

Ora… il mio pensiero non vorrebbe essere “nè di destra nè di sinistra” ma solo “logico”: non pare anche a voi che le frasi che ho riportato sopra manchino un pochetto di quella che comunemente viene chiamata coerenza?

Secondo voi, può uno venire a dirvi “non rubare”, stringendovi la mano con la destra mentre con la sinistra vi sfila destramente il portafogli?

Vi possono dire “non abbiamo soldi per le pensioni… quindi siamo costretti ad alzare il tetto dell’età pensionabile” mentre varano una legge per “salvare il calcio”? (che poi salvano solo le società e gli “stipendi” dei “poveri” giocatori, mica “il calcio in sè”).
(per inciso, in commissione europea Mario Monti ha dichiarato che la suddetta legge non è corretta per la fruizione di aiuti in ambito europeo)

Lo so… ho fatto un pò casino con tutta sta faccenda di destra, sinistra, destramente, sinistramente, ecc. ecc. ma, alla fine, giudicate voi…

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