Questo è l’”anatema” che a volte uso lanciare… soprattutto quando mi sembra di “avere le idee piuttosto chiare” a differenza dei miei interlocutori.
E’ anche vero che non è una frase da utilizzare così, a cuor leggero.
E allora come facciamo?.. Non puoi lanciare l’anatema e, quando la cosa accade ed è sotto gli occhi di tutti, tirarne fuori la seconda parte (eh già: l’anatema è composto di due parti, una iniziale e l’altra finale, da dire quando l’evento si verifica): in questi casi la gente, quelli di prima, gli “increduli”, appunto non ti credono… “troppo facile dirlo ora”… ma come ?!??.. ma io l’ho detto prima… N giorni/mesi/anni fa.
Quindi questo Blog può essere (molto) utile anche in questo caso: come “memoria storica” da rileggere quando “…l’avevo detto io”. ;-)
Inoltre c’è lo spazio per i commenti, dove potete scrivere tutto quello che ne pensate voi dei miei sproloqui, così, a tempo debito… ;-)))
~§~
(aggiunta in seguito al commento di MGH del 21-10-2003 12:50:05)
Mi sono accorto, dal commento di MGH, di aver tralasciato un paio di particolari molto importanti ai fini di una “corretta spiegazione” del mio pensiero e modo di agire: in questo post ho descritto solo il cosa e non il quando o il come.
Rileggendo pare infatti che certe cose io le consideri “così a priori” mentre è necessario chiarire, oltre ogni ragionevole dubbio, che il ragionamento “a priori” non fa parte del mio modo di pensare: per prima viene sempre la condivisione della mia “visione del momento” e solo dopo vengono selezionate le opzioni:
1. ho “ragione” io: la mia idea viene condivisa, integralmente o in parte, e siamo tutti d’accordo.
2. non ho ragione io: la mia controparte mi convince della validità della sua idea ed io, normalmente, l’adotto (dopo la necessaria “riconversione mentale”: non sempre facile).
3. non ha ragione nessuno: non sono convinto della validità dell’idea dell’altro ma nemmeno in grado di dimostrare la validità delle mie per cui ognuno, alla fine, si tiene le sue. Personalmente la considero “una piccola sconfitta per l’umanità”… ma non ci perdo il sonno: è così che funzionano le cose, in regime di democrazia, e la ritengo comunque una “vittoria della comunità” per quanto riguarda il metodo (le due cose non sono in conflitto: la “sconfitta” è sulla riuscita dell’accordo/condivisione, mentre la “vittoria” è sul metodo utilizzato nella “transazione”).
4. come il caso 3 ma su argomenti che mi stanno molto più a cuore: non mi rassegno allo zero-a-zero e, non potendo (nè volendo) imporre il mio punto di vista… lancio l’anatema! ;-)))))
~§~
(ulteriore aggiunta, in seguito a meditazione sull’argomento: in fin dei conti i blog servono a questo, no? ;-))
Il fatto di riportare qui gli “anatemi” serve, come dicevo, anche da memoria storica sui vari fatti: questo, se da un lato è utile nel momento in cui l’anatema diventa effettivo (ed ho quindi “ragione io” a posteriori), non posso negare che mi espone anche in prima persona, dato che le opinioni espresse, oggetto di anatema, sono pubbliche (e, per questo, verificabili).
E’ ovvio che, in quest’epoca digitale, tutto è “modificabile” (non sto forse editando, per la terza volta, questo post?) però se mi nascondessi dietro una “modifica” per aver (comunque) ragione io… beh… non credete che se ne andrebbe tutta la parte istruttiva della “memoria storica”?
Non ha senso rendere il blog “write only” (le modifiche al “motore” andrebbero sicuramente al dilà delle nostre intenzioni) come non ha senso masterizzare tutto quanto su CD-ROM (quindi non modificabile): ha senso unicamente “comportarsi correttamente” ed accettare “vittorie” e “sconfitte”.
Perchè metto i due termini tra virgolette?.. E’ presto detto: è mia opinione che, se le cose vengono fatte con correttezza, non esista mai veramente una vittoria o una sconfitta ma solo “lezioni da imparare” (o “imparate”). Per questo è un piacere, per me, (e vi pregherei di crederlo) anche quando una mia “profezia” si rivela sbagliata: posso (e voglio) apprendere dal mio errore di valutazione molto di più di quanto apprenderei considerando la cosa “una cavolata per cui ognuno si può tenere il proprio parere”.
E’ questo il vero valore delle discussioni (e di un blog pubblico): mettere sul piatto la propria opinione in modo tale da fornire un diverso punto di vista agli altri… oppure recepire il loro, nel momento in cui si rivelassero nel giusto.
~§~
(nota: visto che il blog originale è “defunto”, riporto sotto i commenti come se fossero parte del post. N.d.LC 20080728)
No, penso che una frase come quella non sia MAI da usare. Non sul lavoro, dove se fai capire di essere + intelligente degli altri ti crei solo antipatie. Non a casa, perche’ per una moglie non puo’ essere neanche concepito che un marito abbia ragione su qualcosa. Fai invece ragionare gli altri e portali alle conclusioni che tu avevi gia’ raggiunto, e saranno contenti perche’ gli hai insegnato qualcosa.
Posted by: mgh at 21.10.03 12:50
~§~
In effetti c’è una cosa che non ho scritto, nel mio post principale (ora aggiornato): ho scritto solo cosa e non quando.
L’anatema viene solitamente “lanciato” (ma di solito, borbottato a bassa voce ;)) solo in seguito ad una (più o meno lunga) discussione/dibattito in cui si tenta uno scambio di opinioni: è questa la cosa importante (non certo far vedere “quanto sono intelligente” ;-)).
Se la cosa riesce è tutto ok, ma se invece rimangono delle “pendenze” può capitare che io scelga di “lanciare l’anatema” (di solito quando sono piuttosto sicuro della mia idea/sensazione).
Come dicevo, non occorre lanciare il proprio barbarico YOOOP! dall’alto dei tetti (cit. “L’attimo fuggente”): “il tempo mi darà ragione” può essere detto, sibilato, mormorato… o anche solo pensato: l’effetto è lo stesso. ;)
Posted by: lcoianiz at 21.10.03 13:30