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Wednesday, 15 June 2011

Brunetta, che schifo!

Filed under: anatemi, coerenza, politica, povera Italia — lcoianiz @ 7:57 pm

Ho appena visto il video, pubblicato da varie testate giornalistiche (non solo di sinistra): il Corriere della Sera, l’Unità, Il Fatto Quotidiano (che, molto inteligentemente, pubblica le due versioni: il fatto in sè ed il video di “spiegazioni” del ministro).

Posso solo dire CHE SCHIFO!!!

Ma cos’è… un ministro della Repubblica, quello?.. ma nemmeno il peggior giullare di epoca medioevale si sarebbe sognato di mettere in scena una guittata simile, soprattutto dopo esser vergognosamente FUGGITO davanti a telecamere e microfoni accesi… uè Brunetta, piccolo bamboccino, vorresti forse farmi credere che NON HO VISTO QUELLO CHE HO VISTO?!?? siamo arrivati a questo, in ’sto Governo alla canna del gas? alla negazione dell’evidenza?!!
Lui avrebbe detto (cito testualmente dal video di Brunetta) “…scusi, l’argomento è troppo complicato e lungo, non ho il tempo per trattarlo… mentre scendo dal palco vengo insultato ‘buffone’, ‘vai a lavorare’…“… ora… qualcuno mi sa dire dove, in questo video, comparirebbero le sue parole?
Brunetta falso ed ipocrita… e ci prendi anche per idioti: credi che non sappiamo guardare, che non sappiamo ascoltare?

E quello si permette di dar giudizi sugli altri, è scappato come un ladro colto sul fatto e chiama gli altri “perdenti”… ma dai… una cosa simile, anche se in tono lievemente minore, l’avevo già vista, anni fa, quando l’attuale sindaco di Roma, Alemanno, intervistato da RAI-3 dai giornalisti di Report, si era alzato, a telecamera e microfoni accesi, ed era fuggito, scappando all’intervista, alla pronuncia delle parole “rogatorie internazionali” (che, peraltro, erano perfettamente attinenti all’intervista stessa)… figura veramente penosa, per un ministro della Repubblica (Alemanno era a quel tempo Ministro delle Politiche Agricole e Forestali).

Sembra quindi una costante dei rappresentanti di questo Governo: a meno di non esser protetti e poter dire solo la loro, come accade nel giardino d’infanzia di Porta a Porta, senza il minimo contraddittorio (che, voglio ricordarlo, è sempre quello che invocano poi loro in caso di trasmissioni che illustrano le posizioni dell’opposizione), semplicemente… SCAPPANO.

Bene, bene… scappate!!! e scappate ben lontano!!!

Monday, 6 June 2011

Ma quale par condicio?!! Ma quale silenzio?!!

Filed under: coerenza, politica, sociale — lcoianiz @ 11:04 pm

    I regolamenti elettorali vogliono che, in presenza di uno scruitinio elettorale, vi sia inizialmente una base di “par condicio” volta a non avvantaggiare alcun concorrente sugli altri (cosa per cui siamo oramai diventati famosi: vedi le sanzioni comminate dal Garante delle Comunicazioni a RAI e Mediaset) e, in seguito, un mese prima dell’evento elettorale, silenzio totale sull’argomento.

    Se questo può andar bene per delle elezioni, ove vi siano due o più parti in lizza, cosa anche comprensibile se vogliamo, per evitare che nei pressi del momento elettorale gli animi siano troppo accesi per poter esprimere un giudizio sereno, personalmente non mi pare abbia molto senso se riferito ad un quesito referendario, e vediamo il perchè.

    1. almeno idealmente, in caso di referendum (che, lo ricordo, è sempre abrogativo di una legge presente: v. art. 75 della Costituzione), non esistono “due parti in lizza“: esiste da una parte un ordinamento giuridico, delle leggi, fatte con i procedimenti usuali da parte del Parlamento (votate in camera dei deputati ed in senato), leggi per l’appunto rese operative. Dall’altra parte, ma in un certo senso dall’unica parte, c’è il popolo italiano al quale gli estensori del referendum chiedono un “parere” (vincolante, per il Governo) sul fatto di ritenere valide le leggi vigenti o se invece con ritengano di volerle abrogare.
    Non si può quindi parlare di “contrapposizione“, dato che una parte (Governo, Parlamento: la “macchina dello Stato”) lavora per l’altra (il popolo) e che, molto semplicemente, il popolo si esprime sull’operato di chi ha lavorato per lui.
    Che senso ha, dialettica a parte (dialettica però che dovrebbe aver già avuto il suo corso nelle sedi adeguate: il Parlamento), che il Governo “difenda” delle cose che il popolo per cui lavora non vuole?
    Non siamo qui in presenza di due “parti” uguali e contrapponibili, di due “avversari“, dato che uno lavora per l’altro.
    Che senso ha, quindi, parlare di “par condicio“?
    Nessuno, a parer mio. Questo ci porta al secondo punto.

    2. non essendo possibile una “contrapposizione”, cosa viene quindi impedito durante il “periodo di silenzio pre-elettorale”? (pre-referendario in questo caso)
    Unicamente l’informazione, che sarà ovviamente e giustamente, unilaterale visto che pare sia (fortemente) il caso che vengano compiutamente spiegati i motivi per cui i referendum vengono proposti. E che senso ha, salvo non esistano forti interessi in merito, che un Governo voglia impedire questa “fase informativa”? Che sia, forse, il Governo eletto dal popolo e che dovrebbe lavorare per il popolo… che per caso questo Governo voglia esser visto come “parte in causa” contro i cittadini? Che senso avrebbe tutto ciò?

    Non essendo nato ieri, posso ampiamente capire come interessi di parte possano portare forti lobbies a far pressione sul Governo per ottenere questo e quello. Ciò che capisco già meno è come noi cittadini, fruitori dei servizi di questo stesso Governo, possiamo permettere ad uno strumento costruito da noi stessi di remare contro di noi, attivamente.
    Sembra quasi (anzi, senza quasi) che popolo e Governo siano due entità separate e contrapposte e che quest’ultimo sia impegnato non tanto a fare i leciti interessi del primo quanto gli illeciti propri.

    Sarebbe forse il caso, quindi, di differenziare le consultazioni “elettorali” da quelle “referendarie” quanto meno sotto questo punto di vista.

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