Imagine all the people…

Tuesday, 4 November 2003

Soffrire su un crocefisso…

Filed under: post storici, pensieri — lcoianiz @ 9:05 pm

…o soffrire per un crocefisso?

Le mie riflessioni sul “caso del crocefisso a scuola”, scoppiato recentemente sui media nazionali in seguito al pronunciarsi di un giudice italiano.

Il rispetto ci vuole da entrambe le parti: da chi viene, inizialmente “ospite” in Italia ma poi cittadino a tutti gli effetti, ma anche da chi già vi risiede: la religione cristiana non è più, e da un bel pò, religione “di Stato” (dal 1948… o 1960, se preferite: http://www.cesnur.org/testi/maselli.htm).

Il rispetto ci obbliga quindi (moralmente) a scegliere tra due alternative: appendere tutti i simboli di tutte le religioni presenti, onde non far torto a nessuno, un pò impraticabile dato che sono parecchie, oppure togliere i simboli di quell’unica “privilegiata”… personalmente opterei per la seconda: in fin dei conti
1) se si parla di “simbolo culturale” allora dobbiamo davvero istituire l’ora di religioni, con insegnanti di confessioni diverse, che cambiano di volta in volta ed illustrano gli aspetti culturali delle diverse religioni (e quindi, correttamente, non fanno catechismo in aula).
2) se si parla di “simbolo religioso” mi pare che il luogo corretto non sia la scuola ma piuttosto la chiesa: lì nessuno viene a contestare la presenza di un crocifisso e/o pretendere di accompagnarlo a simboli “non leciti” all’interno di una chiesa cristiana ma magari “più che leciti” in una moschea o in altro templio.

Da un punto di vista prettamente culturale, potremmo dire “tanto rumore per nulla”: non si vuol certo sconfessare la chiesa cattolica, chiuderne i siti di culto (che per molti versi sono anche “di cultura”) o professare l’ateismo di Stato.

Personalmente mi pare che, oltre a coloro che hanno volutamente cavalcato l’onda della xenofobia, ci sia in giro molta paura: mi baso sul fatto che un popolo sicuro della sua cultura e delle sua fede religiosa non dovrebbe temere “il nuovo” o vedere altre fedi (ed idee) come un’invasione.
Certo… non è sempre facile convivere con persone che pensano e “sentono” in modo diverso dal proprio, ma preferirei vedere una ricchezza in questa diversità, piuttosto che un attacco al proprio modo di vedere e pensare.
In fin dei conti quelli che, storicamente, “rompono le scatole” sono proprio i Testimoni di Geova… e non mi sembrano nè musulmani nè buddisti (ovviamente la “frecciata” è scherzosa: personalmente, anche se non li seguo, li rispetto in egual misura degli altri).

Uno dei problemi maggiori che mi viene in mente, soprattutto per il futuro prossimo, è che la paura genera rifiuto (e spesso violenza), il rifiuto genera risentimento, il risentimento odio… il tutto in una spirale discendente in cui, alla fine, è molto difficile, pur volendolo, individuare il bandolo della matassa, così da poterla dipanare: guardate cosa succede in medio-oriente, in Israele/Palestina… e non mi venite a raccontare che lì il problema è religioso eh.
In quella sfortunata zona del mondo, che ha visto la nascita di millenarie culture, esiste un “punto di frizione” delle paure locali ma, soprattutto, internazionali: non mi verrete a dire che israeliani e palestinesi sono così ricchi da potersi sparare e bombardare per tutti questi anni eh? (c.ca dagli anni ‘50)
“Qualcuno” (più d’uno ovviamente), dotato di un cospiquo portafoglio, usa quella zona del mondo per “risolvere” problemi che hanno origine altrove: problemi politici, o legati alle risorse non-rinnovabili (devo proprio dirlo? il petrolio! controllando il medio-oriente si controlla il petrolio!), problemi legati al modo di pensare e di organizzarsi delle persone (in questo caso la fede, vista come “entità organizzante”, c’entra sicuramente).

Anche se, lasciato così, pare un discorso un pò “inconcludente”, non lo vorrei estendere oltre, giusto per non farlo diventare “il discorso della Vita dell’Universo e di Tutto Quanto“: non è quello il mio scopo.
Vorrei invece che tutto ciò servisse a farvi riflettere, come ha fatto riflettere me prima di scriverlo e durante la stesura, sui punti sollevati che riassumerò in:
- rispetto/tolleranza
- multietnicità
- paura

Concludo con una massima, “purtroppo” mia, anche se so che non è bello citarsi, ogni tanto però mi viene in mente questo:

Un sorriso: costa così poco e rende così tanto… (LC)

Sunday, 2 November 2003

Giudicate voi…

Filed under: post storici, coerenza — lcoianiz @ 3:39 pm

Certe cose vanno dette… anche perchè la scusa del “ma poi ognuno le capisce da se” è solo un misero dito dietro il quale nascondersi per non volersi esporre in prima persona…

Caso A
- Moderiamo i toni, soprattutto da parte della sinistra che fa un sacco di casino. (buona parte dei capigruppo della destra)
- Addosso a Violante per quel che ha scritto su Andreotti!!! (”C’è chi usa la giustizia come arma” accusa il presidente del Senato, Pera)

Caso B
- La magistratura è “brigatista” e l’uso che fa della legge è politico! (Bondi)
- Finalmente quasi tutti i brigatisti sono stati assicurati alla Giustizia. (I. La Russa)

Ora… il mio pensiero non vorrebbe essere “nè di destra nè di sinistra” ma solo “logico”: non pare anche a voi che le frasi che ho riportato sopra manchino un pochetto di quella che comunemente viene chiamata coerenza?

Secondo voi, può uno venire a dirvi “non rubare”, stringendovi la mano con la destra mentre con la sinistra vi sfila destramente il portafogli?

Vi possono dire “non abbiamo soldi per le pensioni… quindi siamo costretti ad alzare il tetto dell’età pensionabile” mentre varano una legge per “salvare il calcio”? (che poi salvano solo le società e gli “stipendi” dei “poveri” giocatori, mica “il calcio in sè”).
(per inciso, in commissione europea Mario Monti ha dichiarato che la suddetta legge non è corretta per la fruizione di aiuti in ambito europeo)

Lo so… ho fatto un pò casino con tutta sta faccenda di destra, sinistra, destramente, sinistramente, ecc. ecc. ma, alla fine, giudicate voi…

Tuesday, 21 October 2003

L’oceano…

Filed under: post storici, pensieri — lcoianiz @ 10:59 am

Tutto quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe un goccia in meno.

(Madre Teresa di Calcutta)

Come molte cose dette dalla santa (l’hanno santificata giusto domenica scorsa: 19 ottobre 2003), è di una semplicità impressionante ed esemplifica benissimo ciò che siamo e quanto “contiamo”: nè più nè meno di una goccia in un oceano… un granello di sabbia sulla spiaggia dell’Universo, mi piace pensare.

Eppure il grande significato espresso non vuol porre l’accento sulla nostra piccolezza quanto invece sulla nostra grandezza: senza di noi ci sarebbe una goccia in meno in quell’oceano… un granello di sabbia in meno in quella spiaggia… e senza tante gocce l’oceano stesso non esisterebbe.

Quindi, quando pensiamo “ma cosa vuoi che possa farci io?!?“, dobbiamo avere la consapevolezza che quella è la nostra goccia: importante (o “non importante”) come tutte le altre.

Alla fine gli “eroi” esistono unicamente nella storia o nei film che, per ragioni diverse, hanno bisogno di “coagulare” in una persona (o poche persone) una serie di eventi più o meno importanti: la storia vera è fatta di piccole persone che fanno piccole cose… proprio come Madre Teresa. :)

Monday, 20 October 2003

Nuovo utente

Filed under: post storici, users — lcoianiz @ 3:29 am

  Mi presento: sono Sky, l’alter-ego del sysadmin…

  “Ma come… un alter-ego?” vi chiederete voi, “a che serve? Luca non poteva scrivere a nome suo?“.

  In effetti un’utilità ce l’ho… magari più d’una. ;-)))

  Mettiamola così: in qualità di alter-ego sono la parte più burlona e dispettosa del sysadmin il quale, dato che in generale è una persona seria, non può permettersi di prendere sotto gamba alcuni argomenti: spesso ’sti argomenti lo fanno incazzare, mentre io ci rido. ;-)

  Luca è “costretto” (vabbè…) a “fare il serio”… mentre io posso combinare scherzi diabolici. ];-))))

  Lui scrive in modo tutto compito e precisino che pare il mirino svizzero di un fucile di precisione austriaco… io scrivo quel che mi pare, come mi pare… e se ci voglio mettere un errore (o se ci scappa) non mi vergogno mica! ;-)

  A volte Luca è incappellato nero… io sono invece spesso allegro e riempio le mie frasi di faccine sorridenti. :-)

  Lui è un solido “padano”, ma mica di quelli “che vengon giù dai monti”, no… proprio della Pianura Padana… dei bordi inferiori: di Rimini, sòccmel!!! :-)
  Io sono un elfo di Rivendell e l’arma più potente che mi porto appresso, dopo il mio spirito burlone, è il mio flauto: Fileg.

Rivendell

  L’ultima, ma non per questo la minore, delle mie utilità, giusto per far da contrasto alle altre (in)utilities, è il semplice fatto di fargli da “controfigura” e permettere di creare un “utente”, diverso dal sysadmin, che potesse scrivere su questo Blog: per verificare il sistema di autorizzazioni di Movabletype.
(e se non avete capito di che si tratta… niente paura: non l’ho capito neanch’io: l’importante è che l’abbia capito “lui”… Luca… il sysadmin!) ;)

A new blog was born…

Filed under: system, post storici — lcoianiz @ 1:58 am

fiocco azzurro

  Dopo aver lottato una mezza giornata con le configurazioni di Apache e la documentazione di MovableType… ecco il nuovo “Blog” multiutente su Coianiz.it.

  Come per tutto il resto del sito, non c’è una ragione specifica per cui questo blog è stato aperto… semplicemente la mia curiosità di sperimentare tecnologie che in questo momento vengono considerate “di uso corrente” (lo stesso dicasi di Linux, PHP, MySQL, PHP-Nuke, ecc.) ed anche, non lo nascondo, evitare di “rimanere indietro” rispetto a ciò che si muove “sulla scena”, in rete, in questo momento.

  Pochi anni fa ottenere lo stesso risultato di strumenti del genere avrebbe richiesto mesi di “programmazione” per la generazione, una ad una, delle pagine (statiche) componenti il “sito/blog”… non parliamo poi dell’aggiornamento oppure della modifica di un solo particolare che doveva essere “spalmato” su tutto il sito… bbbrrrividi. :(

  Ora tutto questo lo si fa tramite un “editor”, un database ed un “motore”: tutto questo costituisce il “web-log” (o “blog”, secondo lo slang odierno), senza particolari conoscenze specifiche nè preparazione specialistica.

  Lievemente diverso è il discorso dell’installazione del “motore”: qui un minimo di conoscenza sistemistica è richiesto. Leggendo la documentazione del produttore (Movabletype.org) pare che bastino un paio di copy dalla dir dove si è scompattato il prodotto a… dove?.. eh eh… e qui inizia il primo impatto: volete che MT sia “tutto il vostro sito” (pare, ovviamente, la preferenza degli amici di Movabletype.org) oppure “solo una parte di un sito più grande”?

  Io, preferendo per natura l’approccio “modulare”, ho già creato, a monte, un sito intero (www.coianiz.it) gestito da un altro “motore”: PHP-Nuke.
  Va da sè che vorrei evitare situazioni tipo “rullo compressore”, in cui il simpatico MT, equivocando, passa sopra le pagine di PHP-Nuke, i due iniziano a lottare per il possesso dello spazio-web (cyberspazio?) e, dato che uno dei due termina per “nuke”… indovinate chi vince? ;-)))

  Per cui scelgo la “non conflittualità”: installo MT in una sua directory, un “tree” non gestito da PHP-Nuke, con annessi e connessi indipendenti: la sua index-page sarà quella di un “sub-sito” visibile sia dal sito principale (dato che il domain, tramite una splash-page, porta all’engine PHP-Nuke) ma richiamabile anche direttamente (magari tramite un link da parte di un motore di ricerca).

  Per farla breve (ma non abituatevi eh ;-)) le uniche (mie) vere difficoltà hanno riguardato i punti seguenti:

  1. attivazione di script cgi-bin al di fuori della directory /cgi-bin/ predefinita dalla configurazione principale di Apache: ci ho dovuto studiare un pò ma alla fine, riconfigurando il tutto, ce l’ho fatta (per chi non lo sapesse: la directory cgi-bin, ospitando eseguibili, richiede configurazioni ed attenzioni particolari, diverse da quelle di una qualsiasi altra directory presente nel tree gestito da Apache).

  2. collocazione delle directories relative ai Blog: non avevo proprio idea (a) di cosa fossero e (b) di dove andassero.

  Entrambi i punti non erano documentati e, mentre per il primo (che riguardava aspetti sistemistici relativi unicamente al web-server), non possiamo incolpare il produttore (anche se due dritte in più male non facevano), per il secondo si può ravvisare proprio una carenza nella documentazione.
  Fortunatamente, mentre il primo punto era bloccante, il secondo “non era così vitale” ed ho potuto correggere il tiro una volta effettuata l’installazione (creando, in pratica, il tree /blogs/lcoianiz/).

  Di primo acchito mi pare che MT presenti alcune caratteristiche interessanti.
  Due di queste sono:

  1. la multiutenza: lo stesso motore (e db) può gestire, contemporaneamente, svariati blog.

  2. il sistema di autorizzazioni: se ho visto bene, permette di rilasciare permessi di gestione o di semplice editing a seconda dell’utente ed in modo abbastanza “granulare”.

  Nei prossimi giorni sperimenterò le varie features di questo blog-engine e… beh… ci sarà da divertirsi. :-)

Thursday, 30 January 2003

Lettera a Bush di mons. Bowman, vescovo in Florida

Filed under: post storici, coerenza, USA — lcoianiz @ 12:00 pm

NOI STATUNITENSI SIAMO BERSAGLIO DEL TERRORISMO PERCHÉ SOSTENIAMO TUTTE LE DITTATURE
(Durissima lettera a Bush di mons. Bowman, vescovo in Florida)
dall’agenzia ADISTA n°85 - 2002 — periodico bisettimanale di informazione politica e documentazione- via Acciaioli 7 00186 Roma tel 06.6868692

  Racconti la verità al popolo, signor Presidente, sul terrorismo.
  Se le illusioni riguardo al terrorismo non saranno disfatte, la minaccia continuerà fino a distruggerci completamente.
  La verità è che nessuna delle nostre migliaia di armi nucleari può proteggerci da queste minacce.
  Nessun sistema di Guerre Stellari (non importa quanto siano tecnologicamente avanzate né quanti miliardi di dollari vengano buttati via con esse) potrà proteggerci da un’arma nucleare portata qui su una barca, un aereo, una valigia o un’auto affittata. Nessuna arma del nostro vasto arsenale, nemmeno un centesimo dei 270 miliardi di dollari spesi ogni anno nel cosiddetto “sistema di difesa” può evitare una bomba terrorista. Questo è un fatto militare.

  Signor Presidente, lei non ha raccontato al popolo americano la verità sul perché siamo bersaglio del terrorismo quando ha spiegato perché avremmo bombardato l’Afghanistan e il Sudan. Lei ha detto che siamo bersaglio del terrorismo perché difendiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani nel mondo. Che assurdo, signor Presidente! Siamo bersaglio dei terroristi perché, nella maggior parte del mondo, il nostro governo difende la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento umano. Siamo bersaglio dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perché il nostro governo ha fatto cose odiose.

  In quanti Paesi, agenti del nostro governo hanno deposto dirigenti eletti dal popolo, sostituendoli con militari-dittatori, marionette desiderose di vendere il loro popolo a corporazioni americane multinazionali?
  Abbiamo fatto questo in Iran quando i marines e la CIA deposero Mussadegh perché aveva intenzione di nazionalizzare il petrolio. Lo sostituimmo con lo scià Reza Pahlevi e armammo, allenammo e pagammo la sua odiata guardia nazionale Savak, che schiavizzò e brutalizzò il popolo iraniano per proteggere l’interesse finanziario delle nostre compagnie di petrolio. Dopo questo sarà difficile immaginare che in Iran ci siano persone che ci odiano?
  Abbiamo fatto questo in Cile. Abbiamo fatto questo in Vietnam. Più recentemente, abbiamo tentato di farlo in Iraq. E, è chiaro, quante volte abbiamo fatto questo in Nicaragua e nelle altre Repubbliche dell’America Latina?
  Una volta dopo l’altra, abbiamo destituito dirigenti popolari che volevano che le ricchezze della loro terra fossero divise tra il popolo che le ha prodotte. Noi li abbiamo sostituiti con tiranni assassini che avrebbero venduto il proprio popolo per ingrassare i loro conti correnti privati attraverso il pagamento di abbondanti tangenti affinché la ricchezza della loro terra potesse essere presa da imprese come la Sugar, United Fruits Company, Folgers e via dicendo. Di Paese in Paese, il nostro governo ha ostruito la democrazia, soffocato la libertà e calpestato i diritti umani. È per questo che siamo odiati intorno al mondo. Ed è per questo che siamo bersaglio dei terroristi.

  Il popolo canadese gode di democrazia, di libertà e diritti umani, così come quello della Norvegia e Svezia.
  Lei ha sentito mai dire che un’ambasciata canadese, svedese o norvegese siano state bombardate?
  Noi non siamo odiati perché pratichiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani. Noi siamo odiati perché il nostro governo nega queste cose ai popoli dei Paesi del terzo mondo, le cui risorse fanno gola alle nostre corporazioni multinazionali. Quest’odio che abbiamo seminato si ritorce contro di noi per spaventarci sotto forma di terrorismo e, in futuro, terrorismo nucleare.

  Una volta detta la verità sul perché dell’esistenza della minaccia e della sua comprensione, la soluzione diventa ovvia. Noi dobbiamo cambiare le nostre pratiche. Liberarci delle nostre armi (unilateralmente, se necessario) migliorerà la nostra sicurezza. Cambiare in modo drastico la nostra politica estera la renderà sicura. Invece di mandare i nostri figli e figlie in giro per il mondo per uccidere arabi in modo che possiamo avere il petrolio che esiste sotto la loro sabbia, dovremmo mandarli a ricostruire le loro infrastrutture, fornire acqua pulita e alimentare bambini affamati.
  Invece di continuare a uccidere migliaia di bambini iracheni tutti i giorni con le nostre sanzioni economiche, dovremmo aiutare gli iracheni a ricostruire le loro centrali elettriche, le stazioni di trattamento delle acque, i loro ospedali e tutte le altre cose che abbiamo distrutto e abbiamo impedito di ricostruire con le sanzioni economiche.
  Invece di allenare terroristi e squadroni della morte, dovremmo chiudere la nostra Scuola delle Americhe.
  Invece di sostenere la ribellione e la destabilizzazione, l’assassinio e il terrore in giro per il mondo, dovremmo abolire la Cia e dare il denaro speso da essa ad agenzie di assistenza.

  Riassumendo, dovremmo essere buoni invece che cattivi.
  Chi tenterebbe di trattenerci? Chi ci odierebbe? Chi vorrebbe bombardarci?
  Questa è la verità, signor Presidente. È questo che il popolo americano ha bisogno di ascoltare.

    mons. Bowman, vescovo in Florida

Friday, 10 January 2003

USA e paranoia

Filed under: post storici, coerenza — lcoianiz @ 12:54 pm

  Forniture di armi alla Cina

  Sarebbero ben 123 le violazioni delle norme vigenti

  Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha accusato due industrie aerospaziali di aver fornito illegalmente alla Cina tecnologia che potrebbe essere usata per costruire missili intercontinentali. La tecnologia fu fornita dalla Hughes Electronics Corp e dalla Boeing Satellite Systems in seguito al fallimento dei lanci, nel 1995 e 1996, di razzi cinesi che trasportavano satelliti americani.

  In una lettera del 26 dicembre scorso, il ministero ha affermato che le due società hanno compiuto ben 123 violazioni dell’ Arms Control Export Act e dell’International Traffic in Arms Regulations. Se le due industrie saranno giudicate colpevoli, rischiano di dover subire restrizioni alle loro vendite di tecnologia. “Il numero e la sostanza delle accuse riflette la serietà delle violazioni,” ha affermato Lou Fintor, portavoce del Dipartimento. “Ci sono molte somiglianze fra un veicolo di lancio spaziale e un missile balistico intercontinentale.”

  Mentre la Boeing non ha ancora commentato l’accusa, la Hughes ha affermato di non avere alcuna colpa e di non aver fatto nulla per assistere la Cina in un eventuale piano di sviluppo di armi. Nel caso è coinvolta anche una terza società, la Loral Space & Communications Ltd.,, che ha concordato il pagamento di una multa di 20 milioni di dollari, i cui sei verranno usati per mettere a punto nuove procedure per controllare l’esportazione di tecnologie. Nel caso della Loral, un impiegato inviò per errore alla Cina un rapporto segreto sul fallimento del lancio del 1996.

(fonte: “Le Scienze - edizione italiana di Scientifican American” - 8 gennaio 2003)

  P.S.
  Se posso avanzare un’interpretazione personale dell’articolo, mi pare che gli USA, dopo aver chiuso ambedue gli occhi per favorire l’industria (interna) delle armi (business is business, and the show must go on), seguendo ora la nuova politica di paranoia post-11-settembre (dove hanno (finalmente) capito che gli oceani non sono più grandi come una volta e che possono essere attaccati in casa loro… perfino a “basso costo”) la stiano mettendo in saccoccia proprio a quei venditori di tecnologia/armi che un tempo favorivano. Proprio un bell’esempio di correttezza.

  Io sono contrario alla fabbricazione/vendita di armi (anche quelle di casa nostra: Franchi, Beretta, ecc.). Questo non m’impedisce di riconoscere un comportamento “politically (S)correct” quando lo vedo.
Una delle cose che mi danno più fastidio è l’ipocrisia (materia nella quale noi italiani siamo maestri, fra l’altro): mi pare troppo “comodo” (auto)proclamarsi “la patria delle libertà” quando pensi di non avere problemi dall’esterno (e, soprattutto, ritorsioni per i comportamenti adottati all’estero) e poi piombare in piena paranoia (rompendo, fra l’altro, le scatole a mezzo mondo) non appena ti accorgi che “nessuna nazione (anche quando sembra) è oramai un’isola”.

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